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SIENA Il Palio di Siena - Le origini


Il Palio di Siena è forse la manifestazione folcloristica di maggior richiamo nel mondo, una festa insieme religiosa e civile. La storia del Palio sembra intrecciarsi con le origini etrusche della città, tanto che alcuni studiosi hanno posto delle analogie tra i primi Palii senesi e i giochi equestri del popolo etrusco. Non a caso nel sito archeologico di Murlo, molto vicino alla città di Siena, è stata rinvenuta una formella in cotto con una decorazione in bassorilievo che raffigura tre cavalli montati a pelo (senza sella) da fantini con elmo protettivo.

Storicamente le prime notizie di una forma di Palio più vicino all’attuale, è da far risalire al XII secolo: il cosiddetto Palio corso “alla lunga”, perché la manifestazione comportava attraversare le vie della città giungendo fino al Duomo Vecchio (dedicato a San Bonifazio). A partire poi dal XIII secolo l’arrivo venne spostato al Duomo Nuovo (dedicato a Santa Maria Assunta, regina e patrona della città). La corsa rientrava nell’ambito delle celebrazioni dell’Assunta ed era tenuta insieme alla cerimonia dell’offerta dei ceri e dei censi alla Madonna. Il premio per il vincitore consisteva in un pallium (la parola Palio sembra proprio derivare da “pallium”), cioè un drappo di stoffa preziosa decorato, mentre all’ultimo arrivato veniva assegnato un premio speciale che consisteva in un porco. I palii “alla lunga” erano un’esclusiva dei nobili, al popolo erano riservati dei giochi molto più pericolosi come le “pugna” a cui partecipavano centinaia di persone e rappresentavano vere e proprie battaglie, provocando talvolta morti e feriti.

La nascita delle Contrade portò ad organizzare un altro tipo di spettacolo popolare quali le “cacce” che vedevano entrare le Contrade, prima di dar luogo alla cacciata, in Piazza del Campo con carri allegorici rappresentanti animali esotici. Nel 1555 dopo la caduta di Siena, ceduta con tutti i suoi territori al Granducato di Toscana, le cacce andranno scomparendo: il Concilio di Trento le vietò ufficialmente nel 1590 e l’ultima fu tenuta nel 1597.
Sul finire del Cinquecento fanno la loro comparsa quei giochi, quelle feste e quei palii rionali che andranno a consolidare l’identità delle singole Contrade.

E’ all’inizio del XVII secolo che la corsa del Palio viene trasferita in Piazza del Campo, tra le ragioni di questo cambiamento territoriale c’è la pericolosità della corsa alla “lunga”, con i cavalli lanciati a grande velocità per le strade della città e per una minore spettacolarità della corsa; si passa così dal Palio detto alla “lunga” al Palio della “tonda” (perché appunto si svolge in Piazza del Campo). Il 2 luglio 1652 è la data più probabile di nascita ufficiale del Palio di Siena come oggi lo conosciamo. Da questo momento si decise che non erano più i nobili o comunque i privati ad avere la possibilità di correre nel Palio ma le Contrade stesse. Nel 1656 il Palio disputato in Piazza del Campo assume una forma definitiva perché dedicato al miracolo della Madonna di Provenzano, celebrato il 2 luglio, mentre a partire dal Settecento viene introdotto un secondo Palio delle Contrade: la proposta venne fatta dalla contrada dell’Oca (vincitrice del Palio del 2 luglio 1701) la quale chiedeva di ricorrere un altro Palio, concedendo una specie di rivincita, con una nuova corsa da disputare il 16 agosto per la festa dell’Assunta. Dal 1774 il Comune di Siena proclama quindi l’organizzazione dei due Palii: quello del 2 luglio e quello dell’Assunta. Con il bando del Collegio di Balìa la corsa fu regolamentata mentre con un altro importante bando, promulgato nel 1729 dalla governatrice di Siena Beatrice Violante di Baviera, si stabilirono i nuovi confini delle Contrade, spesso in lotta tra loro. Per i turisti è solo una corsa di cavalli, per i senesi è molto di più: attorno a queste due date del 2 luglio e del 16 agosto, ruota la vita della contrada e dei suoi abitanti.




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