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SIENA Il Palio di Siena - Le contrade


Attualmente le Contrade di Siena sono 17 (un numero molto inferiore rispetto a un tempo, ben 59) e si possono assimilare a dei piccoli Stati: ogni Contrada possiede dei locali che ospitano un ambiente ricreativo detto società, una “cancelleria” dove si svolge la vita amministrativa, un archivio storico, un museo nel quale sono custodite opere d’arte, i costumi per le sfilate, inoltre ogni museo ha la Sala delle Vittorie, dove sono esposti i drappelloni che la Contrada ha vinto e di cui i più antichi risalgono al XVII secolo. Ha anche una chiesa e una stalla dove viene custodito il cavallo in attesa di partecipare alla corsa del Palio.

Le Contrade sono governate da un Consiglio che viene eletto in maniera democratica ogni due, tre o quattro anni dagli stessi contradaioli, chiamato “Seggio” o “Sedia”. Il suo più alto rappresentante è il Priore capo della Contrada ed è assistito da un Vicario Generale suo segretario, le operazioni legate al Palio sono invece di competenza del Capitano (anch’esso eletto) che è aiutato da due Tenenti o “Mangini”.

Sembra ormai certa l’ipotesi che le attuali Contrade derivino direttamente dalle antiche Compagnie Militari in cui era suddivisa la città per l’organizzazione della milizia, in questo modo potevano partecipare alle feste che si tenevano in Piazza del Campo, sfilando con carri allegorici rappresentanti animali esotici come: la pantera, la giraffa, l’aquila, il leocorno ecc…

I confini attuali delle contrade furono stabiliti con un bando nel 1730 ( 1729 secondo il vecchio calendario che faceva cominciare l’anno il 25 marzo), promulgato dalla Governatrice di Siena Beatrice Violante di Baviera. Il bando permise di risolvere le controversie di confine tra le varie Contrade e soprattutto di sancire il diritto di una Contrada ad effettuare, nelle vie a loro assegnate, la “questua” ossia la raccolta di denaro che serviva per finanziare la partecipazione alle feste in Piazza del Campo.

Ogni senese è prima di tutto un contradaiolo, per questo all’interno delle mura della città la vita di ognuno ruota attorno alla propria Contrada che diviene una sorta di seconda famiglia, facendosi chiamare con i nomi di questa:

- Contrada dell’Aquila: aquilini
- Contrada del Bruco: brucaioli
- Contrada della Chiocciola: chiocciolini
- Contrada del Drago: dragaioli
- Contrada della Giraffa: giraffini
- Contrada dell’Istrice: istriciaioli
- Contrada del Leocorno: leocaioli
- Contrada della Lupa: lupaioli
- Contrada del Nicchio: nicchiaioli
- Contrada dell’Oca: ocaioli
- Contrada dell’Onda: ondaioli
- Contrada della Pantera: panterini
- Contrada della Selva: selvaioli
- Contrada della Tartuca: tartuchini
- Contrada della Torre: torraioli
- Contrada del Valdimontone: montanaioli




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