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SIENA Il Palio di Siena - La corsa


Il giorno del Palio, Siena è un tripudio di colori e bandiere: migliaia e migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo presenziano allo svolgimento della festa, c’è chi si accalca per le strade della città vestita a festa, chi si riversa in Piazza del Campo trasformata per l’occasione in un grande palcoscenico, unico al mondo.

Sulla pista di tufo di Piazza del Campo, dal lato dei palazzi che vi si affacciano, è sistemato il “verrocchio”: un argano che tende il canapo che si abbassa con un pedale (nacque nel 1838 e fu inventato da Tiberio Bichi Borghesi) qui vi prende posto il mossiere, mentre dall’altro lato della Piazza si posiziona il “mortaretto” che con uno scoppio segnala lo sgombero della pista, l’uscita dei cavalli, la partenza non valida e la fine della corsa.
Accanto al mortaretto c’è il “bandierino”, una piccola bandiera con lo stemma bianco e nero di Siena che segna il punto di arrivo del Palio.

Dopo che sulla Piazza ha fatto il suo ingresso il fastoso Corteo (di oltre settecento figuranti), allo scoppio del “mortaretto” i dieci cavalli (montati a “pelo”) con i loro fantini armati di “nerbo” (un frustino con cui incitano il cavallo) e con in testa un casco di metallo per proteggersi dai colpi degli avversari, escono dall’Entrone del Palazzo Pubblico e si recano ai “canapi” di partenza. Qui si allineano secondo un sorteggio avvenuto pochi momenti prima.

La tensione è enorme, i senesi sanno bene che ad una eventuale vittoria contribuiscono in parti uguali: l’abilità del fantino, la forza del cavallo e la fortuna. La partenza (la “mossa”) è quindi un momento fondamentale, un attimo di incertezza, un cavallo che tagli la strada ad un altro significano spesso la più amara delle sconfitte.
Il “mossiere” riceve una busta con all’interno l’ingresso dei primi nove cavalli e, da lui chiamati, entrano uno dopo l’altro. Il momento della partenza è deciso dalla decima contrada, che parte di rincorsa, solo in questo istante cade la grossa fune che trattiene i cavalli: scattano quindi ad una velocità incredibile e girano sulla pista in senso contrario alla normale direzione osservata negli ippodromi sportivi. I tre giri di pista sono condotti a ritmo vertiginoso, compiuti circa in un minuto e mezzo, fino a che un immenso boato (il colpo del “mortaretto”) sottolinea l’arrivo al traguardo del cavallo vincente.

Il Palio il più delle volte si decide a San Martino, la curva in discesa, poco prima dell’Entrone (l’altra curva è invece quella del Casato, posta in lieve salita).
I contradaioli vincitori entrano in pista, si recano a ricevere il Palio (il”cencio”), il drappo di seta dipinto a mano che costituisce l’ambito premio.
Il Palio verrà poi esposto nel museo della propria Contrada, nel loro rione sarà festa grande fino a tarda notte con una cena dove il cavallo vincitore sarà a capotavola.




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