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SIENA Arte e religione - Il Santuario Cateriniano


Lungo Via Santa Caterina, imboccando una ripida discesa, si arriva al Santuario e Casa di Santa Caterina, un luogo divenuto meta di continui pellegrinaggi. La Casa di Santa Caterina, venne trasformata in santuario nel 1464, qui sono raccolti molti documenti inerenti alla sua vita e dipinti che raffigurano la sua storia.
L’ingresso originario al complesso cateriniano si affacciava sul vicolo del Tiratoio, attraverso un grazioso portale del Rinascimento sul cui architrave è scritto: Sponsae Kristi Chatarinae Domus, poi nel 1941 viene costruito il Portico dei Comuni, divenendo così il nuovo ingresso.
Da qui si accede all’Oratorio del Crocifisso (dove un tempo era l’orto dei Benincasa), ad una navata, decorato da affreschi di Giuseppe Nicola Nasini. Vicino all’altare maggiore si conserva il Crocefisso realizzato su tavola, dal quale la Santa ricevette le Stimmate nella Chiesa di Santa Cristina a Pisa nel 1375, l’opera fu asportata da Pisa e portata a Siena nel 1565. Attiguo è l’Oratorio Superiore o della Cucina, probabilmente ricavato in parte nella cucina della famiglia Benincasa. Si caratterizza per il bel pavimento in maiolica in gran parte del secolo XVII e per un elegante soffitto ad intaglio su disegno del Riccio. Sull’altare , che racchiude le pietre dell’antico focolare, c’è una tavola rappresentante le Stimmate della Santa (di Bernardino Fungai) entro inquadratura dipinta dal Riccio (1572), alle pareti stanno 17 quadri di diversi artisti, tra i quali ricordiamo Francesco Vanni, Pomarancio, Manetti ecc… Da qui per una scala, si scende nell’Oratorio della Camera, affrescato con Storie della Santa da Alessandro Franchi nel 1896, sull’altare è una tavola con le Stimmate della Santa di Girolamo Benvenuto, e sul muro si apre la cella dove si ritirava Caterina, qui vi si conservano alcuni oggetti che le appartennero e la pietra che le serviva da origliere.
Scendendo ancora un altro braccio di scale dopo un vestibolo, si entra nell’antico “fondaco” dei Benincasa, trasformato nella Chiesa di Santa Caterina, della Contrada dell’Oca. Sull’altare una statua lignea policromata della Santa, lungo le pareti scene di vari Miracoli della Santa, dipinti da Gerolamo Della Pacchia, mentre gli Angeli sovrastanti l’altare furono affrescati dal Sodoma.
Dalla Chiesa per una scaletta, si scende nella cantina dove si verificò il miracolo della botte inesauribile e dalla parte opposta si trova il Museo della Contrada dell’Oca, che conserva tutti i cimeli del Palio.




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