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Giovedì 20 Luglio 2017
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Siena nell’Antichità

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Siena situata a 322 mt. sopra il livello del mare, nel cuore della regione Toscana, è una città la cui origine è ancora oggi incerta. Molte testimonianze storiche parlano di un antico insediamento etrusco chiamato Sena, posto al confine fra i territori di Volterra, Arezzo e Chiusi, il quale al tempo di Augusto fu conquistato dai Romani e prese il nome di Sena Iulia.

Il nome di Siena è di probabile origine etrusca e farebbe riferimento al nome della famiglia Saina, questa ipotesi non è così infondata considerando che spesso i nomi gentilizi divengono nomi di città (basta fare l’esempio di Tarchna/Tarquinia oppure Velzna/Volsinii).
Per quanto riguarda l’epoca latina, diverse fonti ce ne tramandano il nome in Saena, nome che in varie età di epoca romana fu riferito a grandi personaggi quali: il console Saenius Lucii Filius (32 a.C.), o ancora al senatore L. Saenius, mentre il geografo greco Tolomeo ci attesta che il nome della città era Saìna.

Secondo le antiche leggende – più o meno suggestive – Siena fu fondata dai Galli Senoni, secondo altri da un giovane romano di nome Senio, uno dei figli di Remo (il fondatore di Roma), il quale insieme al fratello Ascanio fu costretto a fuggire da Roma dalle ire dello zio Romolo (già uccisore del loro padre), recando con sé il simulacro della Lupa e trovando rifugio su una collina sovrastante il torrente Tressa. Qui si stabilirono definitivamente edificando un castello (Castel Senio o Castelvecchio), che costituì il primo nucleo dell’attuale locazione della città. Per questo motivo la lupa capitolina è anche il simbolo di Siena.
Al tempo di Graziano e Teodosio, risale con buona probabilità, l’esistenza della diocesi senese, dopo l’evangelizzazione del territorio per opera di Ansano, giovane martire assunto al primo posto nell’ordine canonico dei santi patroni senesi.

A partire dal X sec. la città di Siena, assiste ad un forte sviluppo demografico, economico e politico, determinato dalla sua posizione lungo una grande direttrice viaria, la Via Romea o Francigena la quale, dopo l’invasione longobarda divenne la strada più sicura tra la Padania e l’Italia centrale. Importante a questo proposito – fra le varie testimonianze – le memorie di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che proprio nel 994, tornando alla sua diocesi, segnalò 80 luoghi di tappa da Roma fino al canale della Manica e Siena (da lui chiamata Seocine), era uno di questi luoghi. A quel tempo la città aveva ampliato il suo nucleo più antico (Castelvecchio, posto su un’altura) ed ai suoi piedi si erano formati vari borghi, i quali costituirono i Terzi di Camollia e San Martino, che insieme al Terzo di Città (presso Castelvecchio, dove sorse il duomo), dettero a Siena la sua originale forma di stella a tre punte, che ancora oggi mantiene entro la cerchia delle sue antiche mura.

Purtroppo di questi secoli si hanno poche notizie, ma lo sviluppo economico e sociale di Siena si ebbe comunque prima di quello artistico e architettonico. C’è da notare come questa piccola città, che si estende su un angusto territorio e circondata da vicini alquanto potenti (come Firenze) e desiderosi di aumentare la loro forza, riuscì a crearsi una propria grandezza ed una propria ricchezza.

 

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