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Giovedì 20 Luglio 2017
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Il Terzo di S. Martino – le vie principali

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Il Terzo di San Martino, deriva dal nucleo formatosi a sud-est lungo la via Francigena. Dedicato a San Martino, protettore dei viandanti e dei pellegrini, il suo primo ampliamento risale al XII – XIII secolo, intorno all’attuale via Pantaneto e fino alla via San Girolamo, inglobando successivamente anche il borgo fortificato di Castel Montorio. La scoperta del terzo di San Martino, comincia dalla chiesa di San Cristoforo, situata in piazza Tolomei, a destra della quale si trova Via Cecco Angiolieri, una delle strade più suggestive di Siena, caratterizzata dal complesso del Castellare degli Ugurgieri, un eccellente esempio di corte fortificata, dove oggi ha sede la contrada Priora della Civetta.
Usciti dal Castellare, percorrendo Via San Virgilio si raggiunge Banchi di Sotto, una delle vie più belle e più ricche della città, da sempre destinata alle attività commerciali, non a caso il nome “banchi”, allude alle attività finanziarie che qui si concentravano nella Siena medievale. Questa via insieme a Banchi di Sopra, rappresenta una parte dell’antica Via Francigena, che dalla Croce del Travaglio scende verso Porta Romana. Scendendo in direzione Porta Romana, sulla destra ci si immette in Via Rinaldini, detta anche il “Chiasso Largo” perchè dominata da un panorama unico della Torre del Mangia; all’angolo tra Banchi di Sotto e Via Rinaldini si impone il Palazzo Piccolomini, appartenente ad una delle famiglie nobili più in vista della città, banchieri della Corte Papale, oggi l’edificio ospita l’Archivio di Stato, che a sua volta custodisce il Museo delle Biccherne. Si prosegue per Via Pantaneto, sulla cui sinistra si trova la chiesa di San Giovannino, oratorio della contrada del Liocorno, a destra della chiesa la strada scende verso una delle più belle valli del centro storico la valle di Follonica, caratterizzata dalla omonima fonte medievale.
Prendendo Via dei Pispini, si raggiunge la chiesa di San Gaetano, oratorio della Nobile contrada del Nicchio, più avanti la grande fontana dei Pispini, costruita nel XIII secolo, rifatta nel 1534 e, infine la bella Porta Pispini eseguita nel 1326 da Minuccio di Rinaldo e affrescata dal Sodoma. Facendo ritorno verso il centro storico, si ripercorre la via in senso contrario fino ad arrivare a Via Roma, segmento terminale della Via Francigena e che rappresentava la strada principale del borgo duecentesco di Santa Maria Maddalena. Lungo la via sulla destra si nota il palazzo Bianchi-Bandinelli di fine Settecento, proseguendo sulla sinistra palazzo San Galgano, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia, mentre in fondo ad una piazzetta incontriamo la chiesa di San Raimondo al Rifugio, sorta a fine Cinquecento. Percorrendo Via Roma verso Porta Romana, sulla destra si incontra la chiesa del Monastero di Santa Maria degli Angeli detta del Santuccio, oggi l’edificio è stato trasformato in un centro scolastico, di fronte, al numero civico 50 si trova il Museo Bologna-Buonsignori, che comprende la ricca collezione di ceramiche etrusche di Clemente Bologna di Montepulciano. Da qui si prosegue verso Porta Romana alla cui sinistra si trova il Museo della contrada di Valdimontone, percorrendo questa via si giunge in piazza Alessandro Manzoni, caratterizzata dalla bellissima scalinata della Basilica dei Servi.
Proseguendo verso Piazza del Campo si arriva alla chiesa di San Martino, tra le più antiche della città, in direzione di via del Porrione si giunge al rione di Salicotto, cuore della contrada della Torre. Prendendo il piccolo vicolo delle Scotte si arriva davanti alla Sinagoga del 1776, e si scende in via Salicotto, la strada principale dell’antico ghetto ebraico voluta da Cosimo I de’ Medici, il nome probabilmente deriva dalla sintesi di “salato e cotto”. Il quartiere si caratterizza per una serie di piccole vie e case molto vecchie, le quali in parte vennero restaurate nel 1930 e in parte distrutte.
 

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